Rassegna Stampa

ANNI  60
L’Opuscolo  dal titolo “La Rivolta Rurale” è un compendio di quanto fu pubblicato dalla stampa negli anni Sessanta a proposito delle battaglie condotte da Sforza Ruspoli che, come fondatore dei Centri di Azione Agraria, diviene il simbolo di una rivolta degli agricoltori rappresentanti il 36 per cento della popolazione attiva italiana che investe tutto il territorio nazionale, dalle plaghe del meridione all’agricoltura specializzata e industrializzata della valle padana.

NASCITA DEI CENTRI DI AZIONE AGRARIA
ESORDIO DEL C.A:A nel trionfale raduno nazionale al Teatro Adrano, nella primavera del 1959.

LA GUERRA DEL LATTE
I giornali danno spazio a “La guerra del latte di don Sforza Ruspoli”  E’ di scena il latte dell’Agro Romano sul quale prospera da troppo tempo una società per azioni travestita da consorzio che accumula ingenti dividendi mentre gli allevatori sono arrivati al limite della rottura.  In un articolo di Anita Pensotti, una fotografia mostra Sforza Ruspoli mentre rovescia un bidone di latte per protesta nel centro di Roma.

PESCHE GRATIS
Per la difesa della produzione gli agricoltori preferiscono regalare le proprie pesche in via del Tritone, in una mattinata di agosto, invece di venderle per 7 lire agli speculatori che le rivendono alla popolazione per 150 lire. Tutta la stampa nazionale riporta l’evento con titoli come “Quintali di pesche gratis”, “Pesche gratis ai romani” etcc…

 

ATTIVITA’ DEI CENTRI DI AZIONE AGRARIA
Dal 1959 al 1962, il  Centro di Azione Agraria che si è dato una struttura organizzativa promuove 156 raduni, 36 conferenze, 18 convegni, 53 marce di trattori ed azioni di massa.

LA SATIRA COME ARMA
La  lotta propagandistica contro il sindacalismo di Bonomi e gli aspetti fondamentali della politica agraria italiana viene condotta dal Centro anche impiegando l’arma dela satira sul giornale “L’Italia rurale”.

LA MARCIA DEI TRATTORI
Nasce a Brindisi la marcia dei trattori. Rappresenta una spregiudicata forma di protesta applicata con successo nelle campagne francesi e consente agli inermi rurali di fronteggiare la violenza, assai male indirizzata, delle forze di polizia. Sul Messaggero si legge:”La disorganizzazione dei sindacati è alla base della marcia dei trattori”:  Telesera titola:”Il principe agricoltore Sforza Ruspoli prepara la marcia dei trattori”. In un articolo intitolato “L’UNITA’ DEL MONDO RURALE” apparso su “La Nazione”  Federico Orlando scrive che “nulla contrasta più validamente gli interessi del comunismo che non sono quelli dei contadini o degli operai ma quelli dell’imperialismo al cui servizio esso è posto, dell’unità delle forze tra le quali esso tenta di far breccia e di avanzare. E difatti  nessuna reazione è stata più violenta di quella comunista alle  iniziative unitarie del mondo agricolo pugliese, promosse da quei centri di azione agraria che pure non godono le simpatie né della CONFAGRICOLTURA né della “bonomiana”,né dei sindacati contadini.

LA REPRESSIONE DEL 61
A Bari nel settembre del 1961 ,  reparti di polizia tentano di impedire ai rurali del “Centro” di avvicinare il presidente Gronchi presente per la Fiera del Levante. Il Ministro degli Interni ordina la repressione violenta che si conclude con un rilevante numero di feriti e di arrestati. Michele Totero, un povero coltivatore di Cisternino, perde un occhio sotto il colpi degli agenti. Il Tempo titola:” Voleva essere un grido di dolore quello degli agricoltori pugliesi. I loro fischi non erano indirizzati al Capo dello Stato, ma alle autorità governative. Inammissibili le cariche di polizia.”

RUSPOLI  PERCOSSO
Nel 26 novembre del 61, grande raduno a Milano dei Centri di Azione Agraria al Teatro dal Verme all’uscita del quale, il presidente Sforza Ruspoli, messosi alla testa di un corteo, viene brutalmente percosso. Contro i rurali viene scatenata quella polizia che non ha mosso un dito per rimuovere il blocco stradale organizzato dai comunisti in via Washington e mantenuto per 30 giorni consecutivi. Tutta la stampa interviene sui fatti di Milano.Il “Corriere Lombardo” titola. Dopo il convegno del Centro di Azione Agraria  disperso a manganellate dalla polizia il corteo degli agricoltori. Colpito alla testa il principe Ruspoli. Cinque fermati. Nel dibattito al Dal Verme riaffermati i principi per la difesa della terra. Chiesta l’abolizione dei dazi protettivi.”

LA GENUFLESSIONE DI RUMOR
Quando 8000 rurali convergono su Napoli, il Ministro dell’Agricoltura Mariano Rumor si decide ad incontrare i dirigenti del Centro in un albergo cittadino.Una foto lo ritrae mentre porge la mano al principe Ruspoli genuflettendosi.

 

 

LA BATTAGLIA DI RUSPOLI IN CAMPIDOGLIO CONTRO LO SDO
Alla distruzione dell’Italia rurale, Sforza Ruspoli dedica un ampio  capitolo del suo libretto  “Roma che muore” per vincere il degrado non bastano le parole del 1992. cui segue un’altra pubblicazione  a sua firma dal titolo “Modesto contributo del principe Sforza Ruspoli al sindaco Franco Carraro per far risparmiare ai cittadini romani 1200 miliardi. E’ la sua  battaglia contro lo SDO, sistema direzionale orientale che conduce da consigliere comunale eletto da indipendente  nelle liste del MSI.  La sua interrogazione N.131/91 ha il seguente incipit:” Chiedo al Signor Sindaco e alla Giunta di valutare in collaborazione con il Ministero delle Finanze e con la Corte dei Conti le catastrofiche conseguenze che potrebbero derivare alle traballanti Casse Comunali di Roma procedendo agli espropri generalizzati delle aree dello SDO.

La mia valutazione del tutto personale, prevede che circa mille miliardi di lire non saranno sufficienti per pagare i proprietari che hanno rastrellato quelle aree in previsione di quanto puntualmente sta avvenendo”

VARATA  LA CASA DEI BARBONI
Con un voto unanime Sforza Ruspoli riuscì  a far varare dal Consiglio Comunale l’edificazione della Casa dei barboni al Casilino che sarà intitolata a Santa Giacinta, la Santa di casa Ruspoli. Di quel periodo della sua azione politica si tramanda pure una battuta su Vittorio Sbardella, il potente andreottiano. “Sbardella uno squalo? Tutt’al più mi sembra una spigola”.

LA ROTTURA FRA RUSPOLI E GIANFRANCO FINI
Nel 93 Sforza Ruspoli  ritirò la sua candidatura a sindaco di Roma per favorire Gianfranco Fini in lotta con Rutelli. Inutile dire che Fini in seguito non gli fu affatto grato, mostrando anzi dell’ostilità nei confronti del principe. I rapporti tra i due si ruppero. Si può dire che Ruspoli fu il primo dello schieramento di centro-destra a capire che di Fini non ci si poteva fidare. Nel 1994 il principe accolse con tutti gli onori a Palazzo, Jean Marie Le Pen, il diavolo nero della destra francese. Proprio il robusto leader gallico prudentemente accantonato da Gianfranco Fini. E Le Pen se ne era accorto tanto che in un articolo del Messaggero è riportato un suo commento:” La destra ufficiale italiana? Certo che prima ero in contatto. Adesso che la destra è di governo mi sento guardato un po’ come il cugino villano che coi suoi zoccoli non può entrare nel salotto buono”.

L’OPPOSIZIONE A GERONZI
Nel 1997 un articolo del Messaggero dal titolo “Banca Romana, spuntano i libici” informa che tra i più accesi oppositori del progetto presentato da Geronzi con l’assenso del Ministro del Tesoro e del Governatore della Banca d’Italia, c’è proprio il rappresentante della nobiltà romana nel Consiglio, ossia Sforza Ruspoli che ha inviato a tutti gli altri soci una lettera per indicare i motivi del malumore e anche le sue proposte.

L’ADUNATA DEL 2002  DEI CENTRI DI AZIONE AGRARIA
NEL 2002 il principe Ruspoli che  non  ha mai mancato un’ occasione per ribadire che l’agricoltura è la spina  dorsale dell’economia,  promosse  a Roma un affollatissimo convegno dei Centri di Azione Agraria al quale intervenne  l’allora Ministro dell’Agricoltura Alemanno.

 

IN PIAZZA CON BOVE’
Sforza Ruspoli venne  definito  dai giornali “principe no global” quando si lasciò ritrarre con Bové, il francese che difende l’autonomia agricola. A fianco di José Bové scese  in piazza contro la Fao.