Lettera di Gianfranco Fini al P.pe Ruspoli da: Il Secolo d’Italia del 17 settembre 1993

Caro Sforza,

il colloquio di questa mattina mi ha confermato, e non poteva essere altrimenti, la tua grande dedizione ai comuni valori nazionali del resto testimoniata in tanti anni di impegno civile e culturale, nonché dalla recente tua azione, seppure come indipendente, nell’aula di Giulio Cesare.

In Campidoglio, come avevi assicurato ai Romani, la tua azione è stata esclusivamente rivolta alla tutela della dignità dei cittadini più umili e alla denuncia del vorticoso giro di interessi finanziari ed economici del Comitato partitocratico di affari insediatosi alla guida della città Eterna.

Come sai – perché ne avevamo parlato fin dal mese di luglio – ero perfettamente d’accordo circa la possibilità di dar vita ad una grande aggregazione civica, espressione delle categorie e dei cittadini, fuori da ogni logica partitocratica, per riconsegnare Roma ai Romani nelle orami prossime elezioni comunali del 21 novembre impedendo che la Capitale finisca nelle mani della sinistra.

Qualora questa aggregazione si fosse resa possibile, nessuno avrebbe potuto contrapporsi a te quali sindaco: ciò in ragione non solo del prestigio della tua famiglia e del tuo nome, ma anche per la tua positiva esperienza amministrativa. Ti riconfermo che il Msi-Dn avrebbe sostenuto convintamente la tua candidatura.

Gli avvenimenti di questa settimana hanno invece confermato che la Dc ha già deciso di consegnare Roma al Pds e ai suoi alleati: a Piazza del Gesù non cercano un candidato capace di ottenere i voti dei cittadini fedeli all’insegnamento morale della Chiesa. La Dc ha già svenduto Roma a Rutelli, come fece nel 1988 con Carraro: la logica è sempre quella degli affari e degli interessi.

Questa realtà che ha portato nuovamente la Dc a tenere artificiosamente in piedi gli steccati dell’odio e della discriminazione verso la Destra per continuare il suo interessato dialogo a sinistra, ha di fatto radicalizzato il confronto; ed è tempo che ognuno assuma le proprie responsabilità. E in quest’ottica che tutto il Msi-Dn e tanti elettori democristiani stanchi di essere traditi dalla Dc mi hanno chiesto di scendere personalmente in campo e, seppure cosciente della difficoltà, non posso rifiutarmi.

Sono particolarmente grato a te e agli innumerevoli amici pronti a sostenere la tua candidatura, per avermi limpidamente espresso il tuo convincimento circa la vitale necessità di unire le forse autenticamente nazionali e sociali e pertanto per avermi confermato la tua disponibilità a non candidarti, al fine di non frazionare il fronte degli avversari delle sinistre.

Da chi, come te, ha sempre fatto degli interessi superiori la bandiera di ogni comportamento, non potevo aspettarmi altro, ma ho il dovere di esprimerti la mia gratitudine, resa ancor più sincera dalla tua notoria indipendenza rispetto al Msi-Dn.

Ti rinnovo i sensi della mia stima e ti saluto con viva cordialità.

Gianfranco Fini

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